venerdì 8 gennaio 2016

Sospesi tra gioco e architettura...

Il periodo delle feste si è appena chiuso, e quasi tutti noi abbiamo avuto modo in questi giorni spensierati, di divertirci, giocare, sognare e tornare un po' bambini.

Ma il gioco non è sempre sinonimo di semplicità e banalità, anzi quasi sempre vi sono regole ferree da rispettare, interazione e logica da mettere in campo. E vi è anche un modo di giocare l'architettura

Aldilà di passioni e gusti personali per i giocattoli, è oramai universalmente riconosciuto che il gioco delle costruzioni è uno tra quelli che più sviluppa un percorso creativo dando il via, tra forme e colori, ad un processo di comprensione, esplorazione e sviluppo delle idee. 
Una struttura molto semplice, infatti, può diventare una casa o l'ambiente circostante.
Dalla pila di mattoncini al concetto e design finale del progetto, passando per le principali fasi del processo architettonico: dalla specifica del progetto all'ispirazione, dall'esplorazione del contesto alla ricerca e ai disegni preliminari e dallo sviluppo del concetto alla presentazione finale.

Da sempre LEGO®, la ditta più famosa al mondo per i mattoncini, ha saputo leggere lo stretto legame tra il gioco, l'architettura e la sua rappresentazione.


La storia di LEGO® Architecture
Vi è sempre stato un rapporto naturale fra i mattoncini LEGO® e il mondo dell'architettura. Gli appassionati che costruiscono con gli elementi LEGO sviluppano istintivamente un interesse per la forma e la funzione delle strutture che essi creano. Allo stesso tempo, molti architetti hanno scoperto che i mattoncini LEGO sono perfetti per esprimere fisicamente le loro idee creative.

Questo rapporto è stato consolidato all'inizio degli anni '60 con il lancio della linea “Scale Model” di LEGO. Questa linea riflette lo spirito di un'epoca in cui le persone cominciavano a interessarsi attivamente al design delle loro abitazioni. Questi set furono progettati per essere diversi dalle solite coloratissime confezioni LEGO e comprendevano anche un libro di architettura per ispirare i fan.

Alcuni decenni più tardi, l'architetto e appassionato di LEGO, Adam Reed Tucker, rilanciò l'idea di esprimere l'architettura con i mattoncini LEGO e, in collaborazione con il Gruppo LEGO, ideò la linea LEGO Architecture che conosciamo oggi. I suoi primi modelli e i set originali della corrente serie LEGO Architecture erano interpretazioni dei famosi grattacieli della sua città natale, Chicago. Da allora, LEGO Architecture si è sviluppata e si è evoluta, in primo luogo con edifici ben noti di altre città degli Stati Uniti e ora con strutture iconiche di Europa, Medio Oriente e Asia.

L’Italia è una delle nazione preferite dai designer dei modelli LEGO, che oltre alla piazza della Serenissima hanno già realizzato i modelli della Torre di Pisa e della Fontana di Trevi. L’ultimo modello di Venezia raffigura più strutture della città: il Ponte di Rialto, la Basilica di San Marco e il suo Campanile, le due colonne di San Tòdaro e di San Marco e il Ponte dei Sospiri.




Ma non è finita: nel 2008 il mattoncino più famoso di tutti i tempi festeggia il 50° compleanno. Ed è un’autentica invasione del gioco in tutti i campi, dall’arte al web, dal design alla moda, allo spettacolo.. in un’esplosione di fantasia e creatività.

Tra le varie forme d'arte, il poliedrico LEGO irrompe anche nel campo della “street-architecture”. 
La maggior espressione è riconducibile all‘artista Jan Vormann ed al suo progetto Dispatchwork (www.dispatchwork.info), il quale utilizzando i mattoncini LEGO ha riparato le crepe nei muri degli efici, integrando le strutture con originalità e un tocco di colore e regalando un tocco sorprendente a muri e strade.

Bocchignano, Italy


  
Venice, Italy


 
Arnsberg, Germany


Un secondo esempio è il susseguirsi di eventi per la costruzione di torri con i pezzi di LEGO. La sfida ogni volta è quella di battere il precedente record di altezza, realizzando allo stesso tempo strutture e sculture uniche al mondo.

La torre di LEGO realizzata a Vienna

La torre di LEGO realizzata a Milano in occasione di EXPO2015

E avete ancora il coraggio di chiamarli solo giocattoli??


parte dei testi sono tratti dal sito www.lego.com/it-it/architecture