giovedì 12 febbraio 2015

Un foglio è il pavimento della stanza in cui gioco. Villacolle. Più che un asilo, una scelta.

C’è un piccolo borgo a due passi dal mare, alla periferia sud di Bari, immerso tra la tranquillità del contesto abitativo e ampi spazi verdi. È qui che è nato e si sta sviluppando il progetto Villacolle.
Più che un luogo, si tratta di un progetto educativo a misura di bambino basato principalmente sulla creatività.
Una sorta di scuola delle arti, una scuola laboratorio che gioca con le immagini, le parole, la natura.
Come bambini curiosi corriamo a scoprire assieme e grazie ad Annika De Tullio e Alma Tigre questo straordinario progetto e questa metodologia di apprendimento innovativa, a misura di bambino.


gdl Quando e come nasce l’idea, il progetto Villacolle?
Annika Il progetto Villacolle nasce ufficialmente il 5 settembre del 2011 con l’apertura di un asilo nido. Le sue radici circa venti anni fa, quando fui letteralmente invasa da una frase di Paul Klee: "Pur non così temerario da pensare di capire il nocciolo della creatività, sono curioso di spiarla quanto più è possibile". Con una laurea all’Accademia di belle arti di Bari in scenografia e costume e un innamoramento verso la scuola del Bauhaus.
Grazie alle parole di Klee sono entrata nelle scuole, dapprima private e poi anche pubbliche.
E’ in una di queste scuole che ho conosciuto Alma Tigre. In quel periodo aiutavo anche nella selezione del personale e il suo curriculum l’ho subito trovato interessante, chiamata e assunta! Liceo pedagogico, laurea in lettere, tutto con il massimo dei voti, musicista e soprano… insegnante e artista. Nacque dalla nostra conoscenza e amicizia la voglia di sperimentare sempre di più; spettacoli teatrali per bambini, laboratori, un giornale rivolto alle famiglie, bambini e docenti e quello che poi sarebbe stato l’inizio di un NUOVO METODO di lavoro per bambini dai 3 ai 10 anni tutto improntato sullo sviluppo creativo… da quindici anni lavoriamo con il Kinder Bauhaus, da circa otto anni con bambini dai tre mesi. Allora non avevamo ancora un nome per questo Metodo tutto da elaborare e sperimentare.



gdl Il vostro progetto mette perciò insieme educazione ed arte. Ci sono nel vostro progetto e lavoro personaggi di riferimento, educatori ed artisti che arricchiscano il progetto con elementi essenziali?
Annika + Alma L’essenziale di questo metodo è la SEMPLICITA’. Abbiamo da sempre pensato a una “scuola delle arti”, un Bauhaus dei bambini, come la scuola tedesca che per prima mise insieme arte e funzionalità. Abbiamo riscontrato in alcuni pedagogisti alcune tesi che avallavano le nostre intuizioni circa l’uso dell’arte nella didattica e della pratica, dell’esperienza personale come unica strategia vera per garantire a tutti la personalizzazione dell’apprendimento. Ciascun bambino, a qualsiasi età, si confronta con l’esperienza secondo le proprie possibilità. Bruner si è speso molto in tal senso, e prima di lui Rousseau, artisti come Munari, o filantropi come Steiner. L’arte costituisce una piattaforma d’apprendimento privilegiata perché nasce dal genio e dalle mani dell’artista e dunque lo coinvolge in tutto il suo essere: basta osservare un bambino per rendersi conto che è il suo naturale modo di porsi difronte all’esperienza. Furono Kandinskji, Mirò, Picasso e Klee tra gli artisti, i primi a cogliere la spendibilità artistica della natura infantile.
Attualmente un equipe di esperti nella Scuola di Palo Alto, negli Stati Uniti, sta conducendo degli studi sulla creatività che confermano le nostre intuizioni. Numerose sono le pubblicazioni a riguardo firmate da luminari come Cottreaux, Runko. Da noi è un metodo: KINDERBAUHAUS!

gdl Quale è il valore aggiunto di un’educazione legata all’arte e alla cultura fin dalla tenera età?
Alma Il valore aggiunto si racchiude fortemente in una frase di Munari che dice: la mente deve essere pronta, libera ed elastica, non deve conservare nessun modello se non a scopo culturale e di studio. La creatività e con essa la fantasia e l’invenzione, devono essere sempre disponibili e funzionare in perfetta armonia. Non si devono avere preconcetti, idee fisse, modelli predefiniti, stili da perpetuare. Tutte queste cose frenano la libera manifestazione della creatività.
Ed è così che un foglio può essere il luogo dove immaginare il proprio mondo possibile: diventa una casa, un giardino, un posto per giocare. Il foglio e' la strada della matita, del colore, di una penna, di un tappo: la finestra da cui guardare la mamma, il papà, me stesso come mi vedo adesso.
Un foglio fa un inchino e improvvisamente vi appare una linea invisibile che lo divide in due e sopra c'è il cielo e sotto c'è il mare...
La linea dell'orizzonte scompare all'occhio che guarda dividere il cielo col mare e appare a segnare il foglio delle mie storie. Diventa il rigo su cui scrivere: la scrittura è un disegno con un senso diverso da quello che si vede… la scrittura si vede, ma si legge… ti chiede di andare oltre la forma che sta nel disegno, per fare della forma una parola… il segno sta nel disegno e significa qualcosa… anche chi non sa scrivere lettere significa: significa che vuol dire qualcosa. Imparare a scrivere vuol dire imparare a usare la forma per far vedere cosa significa… e il segno l’ho fatto io, perché lo so fare!
Un foglio può essere largo stretto, lungo, corto, accartocciato, bucato, bianco, colorato, strappato ... un foglio può essere. Un foglio schiude la paura del vuoto, di quello che non si vede, che non c'è ancora e allora posso cominciare a raccontare quello che vedo, quello che sento, quello che mi invento. Un foglio può stare in orizzontale, in verticale, in obliquo, sospeso, appiccicato con lo scotch o con la colla, legato a un filo, chiuso in un libro, galleggiante su una pozzanghera d'acqua.  Il foglio è il luogo in cui si trovano l’identità e la forma: l’ombra. Io esisto. La luce mi incontra e si ferma. La luce e il buio sanno stare insieme: davanti e dietro di me. Sopra e sotto di me. Danzano e diventano colore e movimento Un foglio può essere di carta.... Ma anche di cartone, di corteccia d'albero, di plastica sottile e trasparente.
Un foglio è il pavimento della stanza in cui gioco, è lo spazio come l’ho vissuto io, come lo faccio io.
Tutto questo e' KINDERBAUHAUS.



gdl Anche gli ambienti non sono un elemento trascurabile. Verde, tranquillità ed eco compatibilità. Immagino sia il risultato di una scelta precisa. Da dove prende vita e come si è sviluppata?
Annika + Alma Villacolle è una villa di fine Ottocento circondata da un bellissimo parco, con la zona dell’agrumeto e l’orto di cui si occupano i bambini. Gli ambienti sono naturali ed ecologici, ogni stanza ha un colore diverso, abbiamo una biblioteca tutta in cartone per i bambini e i genitori.
Prende vita dalla volontà di educare i bambini verso la Felicità intrecciata con lo sviluppo dell’Osservazione. I nostri piccoli innaffiano, si prendono cura di un germoglio, i nostri bimbi dipingono le loro emozioni ascoltando musica jazz, classica, contemporanea; nessun megagioco gonfiabile, Play ground, ma solo alberi, pigne, fiori, formiche… I bambini sanno giocare con quello che a un adulto può apparire il nulla e invece è tutto.


Caro Giorgio tutto questo sicuramente prende vita dall’esperienza, dall’aver conosciuto tante realtà scolastiche e tutte con metodologia “standard”… schede prestampate con grandi mele rosse e l’indicazione data al bambino di colorare rispettando i bordi, libri con immagini stereotipate, il sole giallo con raggi e faccino, casetta col tetto a spiovente ed una striscia azzurra a raffigurare il cielo… nulla di più sbagliato per tantissimi motivi. A Villacolle non ci sono schede o libri… ma i bambini costruiscono il loro libro, la loro esperienza, pur raggiungendo gli stessi obiettivi didattici… anzi è come se conquistassero i cinque sensi più il sesto.

gdl Ascoltando quanto detto la mente vola subito al movimento Bauhaus. Ci sono e quali sono i punti in comune con quello che è stato uno dei più interessanti movimenti artistici e culturali del novecento?
Annika Il Bauhaus è la scuola delle arti e mestieri attiva a Weimar in Germania dal 1919 al 1925, poi  a Dessau fino al 1932 e per un ultimo anno a Berlino.
Il termine Bauhaus era stato ideato da Walter Gropius, architetto e designer, prendendo spunto dal termine medievale Bauhütte che indicava la  LOGGIA DEI MURATORI.
Ritengo che Gropius ci abbia pensato non poco nel scegliere un nome con così tanti significati intrinsechi, la LOGGIA è un elemento che in architettura definisce un luogo, una costruzione aperta integralmente almeno su un lato come un portico, coperto e solitamente  sostenuto da colonne ed archi.
Loggia dei MURATORI. AH CHE MERAVIGLIA!!! Pensando ad un muratore vengono immediatamente in mente le mani, mani sporche di gesso e in movimento, immagino la forza del costruire, dell’immaginare e realizzare. Il bello diventa anche utile.
Da qui l’idea di KINDERBAUHAUS: un metodo che parte da questa idea e che fa leva sui processi percettivi e cognitivi di ciascuno per l’apprendimento.


gdl Il vostro progetto potrebbe essere la continuazione di quel Bauhaus, tristemente interrotto dall’avvento del nazismo e dagli eventi bellici? Il Bauhaus ha ancora messaggi da trasmettere ai giorni nostri?
Annika Parto dall’ultima domanda: sicuramente SI! Questo l’ho imparato negli anni dell’Accademia dove ho avuto l’onore di conoscere un grande architetto, docente all’Accademia di Belle arti di Bari e di Venezia fino a qualche anno fa.
Il suo nome è Franz Falanga. Un insegnante unico. Negli anni ci ha unito e ci unisce ancora una grande amicizia. Certa, che sono quella che sono professionalmente grazie a lui. Per Franz il Bauhaus fu interrotto sul più bello, aveva ancora molto da dire e noi ne siamo convinti. Il nostro è un Bauhaus per l’educazione, per i Bambini, certo ispirato a quel Bauhaus e con molti punti in comune, ma che nel tempo ha maturato obiettivi nuovi e a noi sconosciuti… questa è la meraviglia, un metodo che si rinnova in continuazione. Uno studio continuo sugli stimoli dati solo dall’osservazione dei bambini e del loro fare, creare, costruire meraviglie.

gdl Vi era una scuola in Italia, in Toscana, che a mio avviso ha avuto nel suo metodo alcuni tratti in comune con il vostro progetto. Si tratta della scuola di Barbiana, dove don Lorenzo Milani, prete e maestro, educava i suoi bimbi con il “metodo” dell’imparare facendo, sperimentando le più svariate tematiche e tecniche. Avevate mai pensato a questa affinità?
Alma Ci abbiamo pensato. In comune abbiamo il privilegiare l’esperienza, il brain storming, il partire dalla pratica per elaborare la teoria, il tutoraggio fra pari, ma rispetto a Barbiana abbiamo come strumento e strategia di lavoro l’arte in ogni sua forma, degli obiettivi precisi e stabiliti nel tempo. Da qui un metodo vero e proprio, rispetto a Barbiana. Don Milani puntava principalmente a usare la scuola e quindi l’educazione, come strumento per la promozione della persona. Il nostro principale obiettivo è lo sviluppo della creatività, che contribuisce alla promozione sociale della persona.

gdl Il progetto Villacolle è replicabile, quantomeno negli intenti e nei tratti principali, in altre scuole? È possibile che con il tempo si crei una rete legata a questo metodo educativo?
Annika + Alma Una rete virtuosa ha già cominciato a generarsi alimentata prima dalla curiosità dei genitori che si sono avvicinati a Villacolle, poi dall’interesse degli addetti ai lavori, insegnanti, psicologici, attratti dai commenti dei genitori circa i risultati raggiunti dai bambini, la loro felicità nel venire all’asilo o a scuola, la pet education, l’orto, l’arte per imparare a leggere e scrivere, le chiacchiere tra bambini in spagnolo, italiano o inglese. Allora ci hanno chiesto di parlarne, di andare da loro, nelle loro scuole a spiegare, a contagiare.
Stiamo preparando la nostra prima pubblicazione sul metodo e una serie di “quaderni” operativi, per poter rendere nel tempo assolutamente replicabile il progetto. Pur mantenendo la convinzione che ogni Villacolle del futuro sarà diversa. Non migliore o peggiore. Sempre, però, diversa.
Da qualche anno, con successo, portiamo pezzetti di Villacolle nelle scuole pubbliche o private che ce ne fanno richiesta, attraverso progetti con i bambini e formazione alle insegnanti. Non siamo “gelose” del nostro metodo, il nostro sogno è divulgare il più possibile per il bene dei bambini e del loro futuro. Un bambino creativo sarà un adulto creativo capace di superare qualsiasi crisi e difficoltà!


gdl - Grazie mille, del vostro “vivere ed educare colorato” e dei vostri splendidi sorrisi.
Annika + Alma Grazie a te che ci hai dato questa importante possibilità di parlare di una scuola, di un metodo che giorno dopo giorno sta raggiungendo con piccoli passi tutto il territorio nazionale.



www.villacolle.org


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