mercoledì 18 dicembre 2013

Bari una città da manuale

Abbiamo il piacere di ospitare ancora una volta l'architetto Franz Falanga.


Questa volta lo facciamo per presentare il video contenente una conversazione su Bari una città da manuale. La conversazione completa quanto esposto nel libro dell'architetto Franz Falanga dal titolo BARI IL BORGO MURATTIANO  1813 - 2013, edito da ADDA editore.   



Sullo stesso sito potete trovare anche trovare alcune foto di Andrea Fantinato riguardanti le invarianti nella Tomba Brion di Carlo Scarpa, a completamento del lavoro sulle invarianti in architettura di cui abbiamo già parlato.

Grazie architetto

venerdì 13 dicembre 2013

collaborazione con AZSTILE

Quest'anno sotto l'albero è arrivata una piacevolissima sorpresa: una nuova collaborazione con AZSTILE.


Una collaborazione nell'ambito della comunicazione, che mi permetterà di raccontare attraverso il loro blog e i loro social network, il progetto AZSTILE parlando dei prodotti di arredamento e di design di qualità, degli eventi del mondo del design e molte altre curiosità 

AZSTILE è uno progetto giovane, nato nel 2012, con l'obiettivo di creare uno store in grado di rendere davvero accessibile il design italiano e l'arredo di alta qualità.


Trovate il giusto stile per la vostra casa, dalla A alla Z.



GIORGIO DE LUCA 
per

AZSTILE portale di arredamento e design di alta qualità

mercoledì 11 dicembre 2013

Convegno Decreto del fare e D. Lgs 28/2011

Visto il susseguirsi delle novità normative riguardanti l'edilizia, e nell'ottica di una continua formazione professionale oggi 11 dicembre 2013 parteciperò ad un convegno sul tema:

SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA EDILIZIA (art. 30 Decreto del fare)
I RISVOLTI URBANISTICI DEL D.LGS. N. 28/2011 (impianti da energie rinnovabili)

Il convegno tratterà i due distinti temi, accomunati da un elemento fondamentale per la professione: la forte incidenza normativa nelle pratiche edilizie.
Queste nuove norme, se da un lato agevolano l'iter e migliorano la qualità dei progetti, dall'altra rappresentano ulteriori procedure che il professionista è tenuto a conoscere ed applicare.

Relatori
Geom. Bruno Cisterna
Avv. Alberto Dal Bello
Ing. Maurizio Lorenzetto
Arch. Luca Pozzobon

Moderatore
Geom. Fabiano Marchi

Convegno organizzato dalla Fondazione e dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Treviso.

domenica 1 dicembre 2013

Le invarianti nell'architettura di Franz Falanga

Negli anni settanta Bruno Zevi individuò le sue sette invarianti nell'Architettura.
Negli anni ottanta Franz Falanga individuò altre cinque invarianti che pose insieme alle sette del professor Zevi.

In questo video l'architetto Franz Falanga, che ho avuto il piacere di intervistare recentemente, ci offre la spiegazione di cosa siano le invarianti in Architettura. Al termine del video si approfondiscono inoltre Le invarianti nell'architettura della Tomba Brion di Carlo Scarpa a San Vito di Altivole TV.


Tali invarianti sono raccolte inoltre in un libro scritto dall'architetto Franz Falanga con la collaborazione del designer e fotografo Andrea Fantinato dal titolo Le invarianti della Tomba Brion di Carlo Scarpa edito da Aurelia edizioni.

venerdì 29 novembre 2013

Intervista a Franz Falanga

Francesco Falanga, detto Franz, è un personaggio poliedrico. Architetto, musicista e scrittore.  

architetto Francesco Franz FalangaLaureato a Venezia in architettura con il prof. Giuseppe Samonà, durante la straordinaria stagione in cui lo stesso Samonà, Carlo Scarpa e Bruno Zevi, protagonisti della cultura architettonica italiana del novecento, insegnavano all’IUAV di Venezia.

E’ stato professore nella cattedra di Elementi di architettura e urbanistica all'Accademia di Belle Arti di Venezia e ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Bari. Ha sempre combattuto contro la cancellazione del senso della storia che produce più danni di una guerra specialmente alle ultime generazioni.

In occasione della presentazione ad Asolo del libro Le invarianti della TombaBrion di Carlo Scarpa (Aurelia edizioni) di cui è autore insieme al fotografo Andrea Fantinato, ho avuto modo di intervistare l’architetto Franz Falanga e di conoscere il suo modo di pensare ed interpretare l’architettura.

presentazione libro Le invarianti della Tomba Brion. Franz Falanga e Andrea Fantinato
Un momento della presentazione del libro ad Asolo

Lei ha vissuto accanto ed in contemporanea ad architetti come Samonà, Scarpa e Zevi. Come era l’architettura di allora e cosa vi è di diverso nell’architettura di oggi?
F.F. L’architettura non è cambiata, continua ad evolversi, sono cambiati gli architetti, parecchi dei quali in peggio, nel senso che le grandi imprese da costruzione ormai li hanno schiacciati. Ovviamente non tutti, ma parecchi sì. Le nuovissime generazioni hanno trovato un muro davanti a loro, muro formato dai cosiddetti palazzinari, che stanno praticamente cementando quello che resta di questa nostra povera Italia. La loro strategia (dei palazzinari) è sempre la stessa. Acquistano fette di terreno agricolo, sempre più grandi, e, miracolosamente, con l’ausilio di amministrazioni comunali affamate di danaro, oplà fanno diventare queste zone da agricole ad edificabili. Il gioco è fatto, si edificano in continuazione mostri, è facilissimo trovare chi firma questi progetti, che poi, una volta realizzati,  restano spesso senza inquilini sul territorio. La spiegazione è che non interessa alle imprese che i palazzi siano abitati o meno, l’importante è che sorgano, perché subito dopo vengono valutati da periti compiacenti. Una volta valutati,  entrano evidentemente nel patrimonio fondiario del palazzinaro il quale li esibirà quindi come garanzia per le eventuali richieste di liquido alle banche. Il circuito si è chiuso e l’economia è diventata finanza. Una moltitudine di architettini e tecnici vive così all’ombra di questi cementificatori di professione. Faccio notare che, contro questa cementificazione, diverse fette della pubblica opinione fanno sentire la loro voce, penso per esempio agli ambientalisti. Stranamente non si ascolta la voce delle facoltà di architettura, degli architetti e dei loro ordini professionali.

Che cos’è per lei l’architettura?
F.F. L’architettura è la modificazione formale del territorio. Sulla natura naturale viene costruita la natura artificiale. Già da questa osservazione si può immaginare  quanta cautela debba mettersi in opera per aggiungere qualcosa a una realtà già esistente. Da questo meccanismo non si scappa.

L’architettura deve rispondere a due elementi primari: forma architettonica (intesa come insieme di forme, colore, armonia) e funzione? Quale la priorità tra queste due elementi? Come riuscire a farli convivere?
F.F. Vitruvio diceva che l’architettura, per essere tale, deve rispondere a tre precise caratteristiche: FIRMITAS, VENUSTAS, UTILITAS. La Firmitas è la Robustezza, la Venustas è la Bellezza, L’Utilitas è l’Utilità, nel senso che, prima di tutto,  deve riparare dal caldo e dal freddo tutti coloro che vi si trovano dentro.

L’architettura deve svolgere un ruolo sociale? Se si, quale?
F.F. Il benessere fisico e morale di chiunque la abiti.

Lei, se interpreto bene, è un comunicatore. Attraverso le svariate attività comunica se stesso, le sue passioni, i suoi credo. Quanto è importante raccontare e comunicare l’architettura e più in generale l’arte?
F.F. E’ facile rispondere a questa domanda. Se non esistessero l’architettura e, più in generale l’arte, la vita sarebbe veramente una miserabile cosa.

Grazie
F.F. A lei per l’ospitalità. 

Franz Falanga architetto e Andrea Fantinato designer e fotografo
Franz Falanga in compagnia di Andrea Fantinato





















lunedì 25 novembre 2013

Piacere, Andrea Fantinato

Andrea Fantinato, classe 1976, è un giovane designer e fotografo che vive e lavora a Milano. (www.andreafantinato.com)
Grazie alle sue numerose esperienze umane, sociali e professionali il suo lavoro è maturato nel tempo divenendo dinamico e fresco, unendo funzionalità e forme con una ricerca cromatica semplice ma d’effetto, creata il più delle volte da singoli punti di colore.
Tra i suoi ultimi lavori va segnalata la pubblicazione del libro Le invarianti della TombaBrion di Carlo Scarpa edito da Aurelia edizioni, uno studio inedito dell’architetto Franz Falanga sulla Tomba Brion di Carlo Scarpa, fotografato proprio da Andrea Fantinato.
In attesa della imminente presentazione del libro che avverrà giovedi 28 novembre 2013 ad Asolo, ho avuto l’occasione di chiacchierare con Andrea e di scoprire il suo modo di vedere il mondo della fotografia e del design.


Chi è Andrea Fantinato? Da dove arriva e come è diventato fotografo e designer?
Arrivo da un paese di provincia, Loreggia (PD). Dopo una formazione "non lineare" unita a molte esperienze personali tra cui  numerose all'estero, ora vivo e lavoro a Milano dove coniugo interior design, design e fotografia.
L'incontro con la fotografia é avvenuto diversi anni fa, dopo numerosi viaggi avevo bisogno di capire come immortale momenti ed emozioni. In seguito ebbi la fortuna di incontrare quello che divenne il mio Maestro dalla barba lunga, il fotografo e cine-operatore Carlo Bragagnolo con il quale cominciai un percorso di formazione  che mi ha consentito, in seguito, di partecipare a numerosi workshops, di incontrare molti altri  fotografi, di partecipare a concorsi, mostre personali e collettive. Ho affrontato diversi tipi di fotografia, inizialmente il reportage sino ad arrivare alla fotografia d'architettura e allo still-life, cercando sempre "non di vedere ma di guardare" come mi ricordava sempre il Maestro Bragagnolo.
Al design  sono arrivato iniziando come progettista d'architettura d'interni; ho progettato e progetto ambienti privati, pubblici e locali.  Su richiesta di una committenza molto eterogenea mi veniva spesso chiesto di studiare nuovi elementi d'interni, questo mi ha molto stimolato e mi  ha aperto a nuovi scenari. Ho cercato ispirazione nella storia  del design e dei grandi maestri, ho sviluppato le mie conoscenze sui materiali e sulle forme. Dopo aver disegnato per un pò per i committenti, ho iniziato a fare prototipi e a propormi come designer auto-produttore. Attualmente i miei pezzi sono presenti su diversi siti italiani ed esteri.

Come nascono le tue foto e le tue opere?
Ci sono foto che nascono dalle mie emozioni o da un'esperienza apparentemente casuale e inaspettata. Io porto molto spesso una delle mie macchine fotografiche con me per cogliere questi momenti: a volte si manifestano a volte no, ma è importante tenere aperti i sensi e lo sguardo. Altre volte la mia fotografia è legata ai progetti personali che nascono per un mio interesse (ad esempio il progetto Binario 01 che racconta la quotidianità dei senza-tetto presso la Stazione ferroviaria di Milano) oppure  da incontri stimolanti come il lavoro con l'architetto Franz Falanga. Realizzo inoltre progetti di fotografia d'interni o di still-life su commissione.

Come interpreti il design? Quale è il tuo stile personale?
La vita attuale che stiamo vivendo comporta molte complessità, io cerco di semplificare il più possibile; vorrei sintetizzare la risposta a questa domanda con una citazione di Antoine de Saint Exupery: "un Designer sa di aver raggiunto la perfezione non quando non c'è più nulla da aggiungere, ma quando non c'è più nulla da togliere".

Negli ultimi tempi si parla molto di eco design. Quanto conta la sostenibilità nel tuo lavoro?
E' un tema molto in auge, spesso  l'eco design è vissuto come una moda. Io spesso lavoro con materiali che ri-nascono dopo essere stati lavorati, quindi dopo essere stati riciclati ad esempio il Valcromat un materiale che nasce dalla lavorazione degli scarti del legno che vengono lavorati assieme a delle resine atossiche ed ecologiche. Esprimo  l'eco design attraverso l'attenzione  ai costi del trasporto e gli ingombri dei pezzi di design.  La linea Tagliaecuci - lampada, libreria, sedute, poltroncine totalmente smontabili rispondono a questa esigenza: occupando poco spazio comportano un ingombro minimo e costi di trasporti sono molto inferiori rispettando l'ambiente.

E del lavoro con l’architetto Franz Falanga e del libro che ne è nato cosa ci racconti?
Una mattina del 2010 sono stato chiamato da Franz Falanga che mi disse, in maniera entusiastica, avrai un grande onore: FOTOGRAFERAI IL MAESTRO. Ciò che Franz non mi aveva detto era il lungo lavoro di preparazione, di lezioni e di studio che avrei dovuto affrontare. Lessi e studiai Zevi e numerosi altri testi, disegnai texture di materiali e invarianti, andai a vedere diverse chiese e architetture per capire e approfondire l’argomento. Il giorno dell’inizio del lavoro fotografico, ci demmo appuntamento all’entrata del cimitero; quando entrammo Franz fece un gesto poetico – di grande amore tra allievo e Maestro: andò verso la tomba di Carlo Scarpa, si tolse il capello, si chinò e disse: Maestro, sono ancora qui, sono tornato a trovarla. Per capire l’opera e il Genio del grande Architetto Carlo Scarpa ho fotografato il cimitero in stagioni diverse, a tutte le ore del giorno, con condizioni atmosferiche diverse per circa 2 anni, cercando di far emergere il grande lavoro di ricerca, i particolari, il pensiero di Carlo Scarpa applicato alla grande maestosità dell’opera. Molti fotografi hanno fotografato Scarpa, uno dei più illustri fu Guido Guidi. Il mio obiettivo non è stata la bella foto, ma la foto del bello per far cogliere il pensiero, l’intelligenza e il genio del grande Maestro Carlo Scarpa. 

In un paese come il nostro quali sono le maggiori difficoltà nell’intraprendere questo lavoro?
Intendi il lavoro del designer? In questo momento le difficoltà economiche sono molte,  c'è una stagnazione della domanda, le aziende di design investono meno in giovani designer. Tuttavia molti designer come me hanno dato vita a progetti di auto-produzione. L'essere auto-produttore implica lo sviluppo dell'idea, la scelta dei materiali, lo sviluppo del prototipo, la scelta dei canali di vendita e distribuzione: ci vuole grande tenacia e determinazione,  ma ai propri sogni non si rinuncia!

Grazie Andrea

Andrea Fantinato designer e fotografo

domenica 24 novembre 2013

Tomba Brion * 2010

Esiste un luogo vicino a dove vivo dove mi piace tornare di tanto in tanto. Un luogo che mi aiuta a riflettere, a pensare, che mi rende sereno anche nei momenti più difficili.
Quel luogo è Tomba Brion ad Altivole TV.
Progettata da Carlo Scarpa per la famiglia Brion, risulta una delle sue opere più conosciute ed amate.

Ecco gli appunti ritrovati in un vecchio quaderno, di una delle tante visite a questo luogo magico.

03.06.2010

Il bello di Tomba Brion è quello che non si vede.
Per me la cosa più bella è il mollone esterno per tendere i cavi.

Oggi Tomba Brion è completamente aperta, ogni suo angolo visitabile.
Persino la zona del padiglioncino sulla vasca delle ninfee è accessibile.
L'entrata a baionetta in vetro, abbassata, a rompere l'ultima barriera, l'ultimo confine del visitatore.
Si riesce così a rubare qualche momento in quel luogo privato, pensato e destinato alla meditazione.

Ora girando trovo persino una matita arancione abbandonata sul cemento scaldato dal sole.
Un tocco di arancione sul grigio del cemento.


Altri due ragazzi stranieri ed un fotografo si aggirano insieme a me tra il silenzio rotto dal rumore del rasaerba del giardiniere che prepara e mette a festa questo luogo, lo adorna per i prossimi eventi.

Ora giunge anche il guardiano, verifica, controlla e infine torna a chiudere quel luogo rubato, quel luogo privato della Tomba.
Lo spettacolo della chiusura a baionetta dal vivo è affascinante, indescrivibile. Il suono è entusiasmante. Apre e chiude quel luogo con un filo di voce.

venerdì 22 novembre 2013

la macchina del tempo

un breve viaggio nel mio passato e futuro...

Ricordo con estrema tenerezza il 1993 quando facevo le prime prove di testi poesie, i primi disegni che provavo a fare e che puntualmente buttavo via.
Da quel momento son passati già vent'anni, venti anni!
Nel frattempo qualcosa in qualche cassetto l'ho trovato e con il passare del tempo qualche colore e la penna li ho ripresi in mano per diletto e per lavoro.
E così avevo creato un primo sito, avevo sperimentato un po, ma poi i tempi serrati del lavoro (e forse un po di pigrizia) mi hanno allontanato da queste sperimentazioni.
Ma una traccia ancora è rimasta. Il mio primo sito, ancora on line.
E li sono conservati alcuni simboli che mi "rappresentavano", in primis la barchetta di carta che consideravo un po un mio simbolo, una mia firma.

Il primo sito si chiamava tartArt e questa è un'inedita elaborazione grafica
fatta per pubblicizzare il sito ma mai pubblicata.
Riproponeva un famoso dentifricio il cui nome aumentato di una semplice T,
 era lo stesso del mio sito. 


Poi il tempo mi ha portato ad una struttura più snella e quel sito è stato riversato in questo blog, un luogo che mi ha accompagnato in varie fasi importanti del mio lavoro.

Ha visto i primi dieci anni (2003-2013) della mia libera professione.
Ha visto momenti spensierati e momenti difficili.
Ha visto lavori divertenti ed appassionanti.
Ha visto colleghi competenti e "speciali"

E allora è il momento di tirare le somme e pensare al futuro.
E' in periodi come questi, in cui i tempi ed i ritmi sono un po meno serrati che mi piace riflettere guardare avanti.
E' nei momenti calmi e tranquilli che bisogna investire maggiormente, trovare nuovi stimoli, tracciare nuove rotte.
Anche comunicando su questo blog.

Questa lampadina è il simbolo di questo periodo. La prima immagine che avevo inserito nel mio primo sito, anche banalmente se volete, ma che riprendo con affetto.
Come simbolo del futuro da tracciare.
Come collegamento tra il passato e il futuro.



Le idee non mancano e allora... Io ci provo! E presto ve ne accorgerete!

gdl

giovedì 21 novembre 2013

design home made geniale

Oggi vorrei segnalarvi una geniale idea di design home made realizzato da una cara amica.
Si tratta di una proposta alla portata di tutti e che risponde pienamente ai criteri di sostenibilità trattandosi di recupero e riutilizzo di materiali provenienti da una lavatrice che possono trovare nuova vita nelle nostre case.

Non voglio rovinarvi la sorpresa, quindi cliccate sull'immagine e vedrete l'idea geniale che ha avuto questa volta la mia amica.



A proposito la mia amica ha un nome ed un cognome: Elena Bortot!

Eccovi il link alla sua pagina su PaperProject dove troverete anche gli altri stravaganti ed originali progetti.


BRAVA ELENA

mercoledì 13 novembre 2013

Formabilio e Pi'gio

Un pouf che combina insieme l'idea del linguaggio “emoticon” e la forma del tasto di un pc, per un effetto davvero irresistibile.

Cuscini che combinano insieme l'idea del linguaggio “emoticon” e la forma del tasto di un pc, per un effetto davvero irresistibile. 


Formabilio startup di design e Pi'gio un'affasciante linea di pouf e cuscini di design


Con queste parole vengono presentati i pouf ed i cuscini della linea Pi’gio, disegnati dal designer Lucio Curcio per Formabilio, una start up trevigiana operante nel mondo del design che sta riscuotendo un notevole (e meritato) successo.

Questo prodotto ha catturato maggiormente la mia attenzione perché mette insieme le divertenti faccine tecnologiche, la forma di tasto di un pc con la realizzazione fatta con materiali semplici. Il risultato è quello di un cuscino e di un puof da usare con vari sensi, non un semplice oggetto dove appoggiarsi. Un pouf da guardare, da toccare, da usare.

Formabilio startup di design e Pi'gio un'affasciante linea di pouf e cuscini di design

Ma il motivo per cui mi ha particolarmente colpito questo lavoro, è l’avermi ricordato dei prodotti svedesi, dei peluche per bambini che portavano un grande messaggio sociale: la diversità e l’accettazione del diverso. Questi peluche erano infatti realizzati sottolineando dei difetti fisici quali denti rotti, l’assenza di un occhio, l’asimmetricità delle parti del corpo proprio a sottolineare quelli che sono i difetti fisici che i bimbi si trovano a vivere.
Anche questi peluche, specie quelli legati ai difetti del volto e della vista, ricordavano nel loro aspetto le famose emoticons anche se probabilmente non erano pensati in tal senso.
Purtroppo non sono riuscito a risalire a maggiori informazioni su questi peluche di cui riporto una foto rubata ai bimbi di un’amica.


Visitate il sito di questa startup interessantissima https://it.formabilio.com/

Un plauso va inoltre fatto per l’importante sforzo in termini di sostenibilità portato avanti da Formabilio attraverso la creazione di oggetti di design sostenibili ottenuta grazie ad un’accurata scelta dei materiali.


Aggiorniamo il post per aggiungere una foto dei pouf che ci ha inviato Michele Agostinetto e che rappresentano i tasti Alt e Del delle tastiere del PC. Anhe questo prodotto riprende nel suo design il linguaggio dei personal computer e del mondo informatico. Grazie della segnalazione!


Pouf di design sul tema dei tasti delle tastiere per pc

martedì 22 ottobre 2013

“Don Lorenzo Milani e la Pittura” – riflessione

Ecco di seguito una riflessione sul catalogo della mostra "Don Lorenzo Milani e la Pittura", pubblicata anche nel sito della Fondazione don Lorenzo Milani.
Dall’estate del 1941 il giovane Lorenzo Milani si dedicò alla pittura iscrivendosi dopo qualche mese di studio privato all’Accademia di Brera. Nell’ottobre del 1942, causa la guerra, la famiglia Milani ritornò a Firenze. Sembra che anche l’interesse per la pittura sacra abbia contribuito a far approfondire a Lorenzo la conoscenza del Vangelo che lo portò nel novembre del 1943 ad entrare in Seminario Maggiore a Firenze .




Affascinante tassello nel percorso di scoperta e conoscenza di Lorenzo Milani Comparetti giovane e uomo prima ancora che sacerdote ed educatore.

Ad esempio la sua infatuazione giovanile per Tiziana, così come gli studi, i rapporti con gli amici e maestri artisti o la famiglia, riportano Lorenzo ad un piano “umano” e non solo spirituale come spesso viene visto quando si parla della sua opera di sacerdote.

I suoi primi vent’anni ed in particolare l’attività pittorica sono caratterizzati da molti elementi che si ritroveranno poi nella sua opera di sacerdote ed educatore. Tra questi da evidenziare la sua particolare attenzione alla figura umana non solo corporale (vedi ad esempio volti vuoti) e ai bambini (vedi vari dipinti), elementi che sembrano quasi legare le “due differenti vite” di Lorenzo.

La scoperta di uno dei tanti talenti del priore di Barbiana: quello artistico pittorico che sfrutterà poi durante la sua opera di educatore nella scuola per i piccoli montanari di Barbiana.

Il catalogo è fatto molto bene, con approfondite analisi e ricerche bibliografiche e documentali, rimanendo al tempo stesso una lettura semplice e fruibile anche ai non addetti ai lavori del mondo artistico.

giorgio de luca



Don Lorenzo Milani - autoritratto


La passione del sacerdote per l’arte era nota e anche a Barbiana prosegue l’attività di pittore, con le lezioni di pittura tenute dal sacerdote ai suoi ragazzi. A testimoniarlo anche uno stralcio di una lettera scritta da don Lorenzo Milani alla madre Abbiamo scoperto una maniera economica di fare i colori abbondanti” si legge, “sodi come quelli a olio e che non sporcano i vestiti”; e ancora “ti scrivo dal piazzale dove oggi pare d’essere all’Accademia […] Mi interrompono di continuo per farmi vedere i loro quadri e non mi riesce di scrivere in ordine”.

lunedì 21 ottobre 2013

design home made

Ma che significa avere dei pezzi di design in casa? 

Certo significa avere dei pezzi conosciuti, pezzi famosi, pezzi di design appunto, sia esso high o low cost, sia esso di designer famosi ed affermati o dell'amico designer emergente...

Ma c'è un altro modo di poter creare design.
Un modo (ed un design) molto personale, che permette di abbracciare gli stili ed i gusti più disparati.
Un design che si posiziona fuori (e forse distante) dai canoni del design tradizionale così come inteso dai grandi brand e dalle riviste patinate.
Un design sicuramente più personale ed emozionale in quanto racconta pezzi di vita, momenti, ricordi, aneddoti.















E' possibile utilizzare oggetti semplicissimi dalle svariate funzioni, oggetti della vita quotidiana, riciclare e trasformare la funzione dei singoli oggetti, modificare l'aspetto di oggetti datati, ritrovare oggetti dalle nostre cantine.



E' così che prendono forma angoli di design in casa, oggetti comuni o ricercati, installazioni, oggetti di modernariato ed antiquariato liberati da cantine e soffitte.
Questa forma di design non sarà mai inserita in riviste patinate e non avrà una gran durata, perché spesso soggetta a continue modifiche ed alterazioni da parte del designer stesso (o meglio home designer).



Infine questa forma di design è forse la più sostenibile. Nella maggior parte dei casi essa infatti non richiede l'uso di nuovi materiali, onerosi packaging o inquinanti trasporti.
Nella maggior parte dei casi troviamo tutto il necessario già nelle nostre case o in maniera casuale girando un po' qua e là.


E' come un gioco in scatola di cui riporto le semplici istruzioni:
1 - estrarre dalla scatola le carte di fantasia e creatività
2 - selezionare con cura gli oggetti da recuperare
3 - miscelare e armonizzare il tutto con l'arredo e gli spazi
4 - vince chi sarà completamente appagato dal proprio home design

giovedì 17 ottobre 2013

energie rinnovabili * geotermia

agosto 2011

Radicondoli . SI

Addentrarsi in una Toscana pressochè sconosciuta al grande flusso turistico per andare alla ricerca di Radicondoli, paesino dove ha sede il Museo delle Energie del Territorio e la più grande centrale geotermica europea.
Attraversare poggi e colline, scoprendo nuovi scorci e nuovi borghi lungo la strada, alcuni piccolissimi, quasi abbandonati, per lo più abbarbicati sulle cime dei colli.
Radicondoli è uno di questi. Il piccolo centro molto carino, accoglie il Museo delle Energie del Territorio, un percorso tecnico didattico sulle energie, sulle energie rinnovabili con particolare attenzione alla geotermia dovuta alla vicinanza con la centrale.
Per raggiungere la centrale vanno percorse strade scomode, tortuose, sterrate, ottenendo in 
gentile omaggio da questa terra meravigliosa, nuove panoramiche e nuovi scorci di un appennino toscano incontaminato.

 
Avvicinandosi le ciminiere sbuffano vapore, segno dell'incredibile quantità di energia pulita che questo luogo ci regala, sottraendo un po di energia alla terra e regalandola all'uomo, in un connubio quasi perfetto tra uomo e ambiente.


giovedì 3 ottobre 2013

Lectio Magistralis Rafael Moneo

Il 25 settembre 2013 a Bologna bellissima Lectio Magistralis dell'architetto Rafael Moneo introdotta da Francesco Dal Co.
Il palazzo dei congressi della fiera di bologna era gremito e per due ore la lezione dell'architettoRafael Moneo hanno intrattenuto la platea sul tema "gli edifici non sono solo oggetti" discuisendo sulla relazione che deve esserci tra l'edificio e la città. L'edificio diventa parte integrante del paesaggio urbano! W l'Architettura






A lezione con Carlo Scarpa

2010 . appunti della visita alla mostra 

Venezia, Palazzo Querini Stampalia

a lezione 
con Carlo Scarpa
17 schizzi realizzati durante le lezioni all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia 1975-1976


Il solo ingresso nella struttura che ospita la Fondazione Querini Stampalia è un'emozione pura, se si pensa alle sensazioni percepite guardando i particolari della ristrutturazione del Maestro.
Una visita fatta di spigoli, scansi, regole metriche di grande dolcezza.
Percorsi pensati e segnati per l'uomo, per i piedi, per l'acqua, per la luce, per lo sguardo.
I padiglioni, che da soli varrebbero la visita, accolgono i 17 disegni delle lezioni di Carlo Scarpa sulla cornice del giardinetto interno. 17 disegni tra bozze, progetti, idee, studi, particolari, pensati o realizzati.
Molti i riferimenti alle grandi opere tra cui spiccano su tutte Castelvecchio e Tomba Brion.
Il professore spiega con i segni in modo frammentario, a volte confusionario.
Disegna, cancella, rischizza, ridisegna, Sovrapponendo i segni più e più volte, segni che alla fine si confondono con l'altro.
Soli strumenti per l'insegnamento la carta, la matita e il carboncino. E il genio di Carlo Scarpa.
Una mostra piccola, intensa e intima nel quotidiano di Carlo Scarpa nelle sue lezioni universitarie.



Oscar Niemeyer

2009 . appunti dopo la visione del film Oscar Niemeyer  a vida é um sopro (la vita è un soffio) 

Oscar Ribeiro de Almeida Niemeyer Soares Filho noto come Oscar Niemeyer (di seguito ON) è stato un architetto brasiliano. È stato uno dei più noti e importanti architetti a livello internazionale del XX secolo (1907-2012).

"Il mondo sarebbe bello senza l'uomo" 
Con questa citazione si apre (o quasi) la lettura e rilettura di uno tra i maggiori architetti del ventesimo secolo e della sua architettura.
L'affermazione pesante e cruda dell'architetto si trova in netta contrapposizione con il suo operato e il suo modo di pensare. ON infatti ha sviluppato progetti e architetture con rilevanza umana e sociale.
Il momento storico e politico in cui vive la propria evoluzione professionale, ha portato questo straordinario architetto a fungere da sperimentatore ed educatore per l'intera architettura brasiliana e forse anche per il popolo brasiliano. L'architettura brasiliana ha visto parecchie influenze ed apporti delle diverse architetture mondiali, anche grazie agli straordinari architetti con cui ON ha avuto il piacere di collaborare tra cui Le Corbusier.
La sua architettura mira a creare un'idea che piaccia, che possa essere apprezzata dal popolo, che possa fungere da testo esplicativo delle funzioni dell'edificio, delle motivazioni e modalità del progetto.
I progetti, nonostante le influenze delle diverse architetture mondiali, tra cui molte quelle europee, si sono adattati al luogo, al terreno con cui si integra, al clima.
Molte sono le forme nuove che questo architetto introduce, come "le linee curve che sembrano essere un'invenzione" (cit. Le Corbusier) ispirate alle favole e alle nuvole, creando suggestioni lievi e dolci che formano un tutt'uno con il paesaggio, sembrano essere il paesaggio.
Per ON l'architettura non sembra essere un'arte isolata ma in continua armonia e profondamente legata alle altre arti. Ecco da cosa derivano le numerose sperimentazioni di gruppi di lavoro, il più famoso quello per la progettazione di Brasilia dove intervennero non solo architetti e tecnici ma medici, artisti creando una grande condivisione e partecipazione intorno alla nascita di una nuova città ed assolvendo così a multeplici funzioni quali quella sociale, economica e di mutuo soccorso.
Dall'intera opera di ON traspare  la volontà di fare un'architettura differente per il popolo brasiliano. Emerge inoltre la tranquillità di un uomo estremamente ottimista ed in pace con se stesso, come da lui stesso dichiarato elementi essenziali per compiere grandi opere in qualsiasi campo.

martedì 24 settembre 2013

arredo e grafica per attività commerciale

Feltre . BL
Progetto 2006
Realizzazione 2006


Progetto giorgio de luca geometra + mirko fasan architetto

Realizzazione arredo e studio del logo e della comunicazione grafica per attività commerciale.

Il progetto prevede lo studio dell'immagine per una nuova realtà commerciale giovane e dinamica.





Attraverso l'arredo dinamico e colorato, la grafica i gadget e la comunicazione si vuole comunicare l'apertura di una nuova attività e dei successivi step di crescita dell'attività.

L'arredo pone attenzione allo studio illuminotecnico prestando attenzione alle fonti naturali di luce presenti nel locale. 
Particolare attenzione viene posta alla scelta dei materiali da utilizzare nell'arredo e negli accessori tra i quali spuntano il legno con laccature di diverse colorazioni, elementi a parete in terra cruda e sassi del Piave.














 

La disponibilità della clientela permette di trasformare questo intervento in un vero e proprio laboratorio e luogo di sperimentazione.



giorgio de luca geometra

venerdì 13 settembre 2013

inizio lavori

Nel lavoro di un progettista c'è sempre un momento in cui le tante attività svolte in ufficio, alla scrivania, davanti al pc, fatte di disegni, schemi, conteggi, confronti e incontri con altri tecnici e colleghi cominciano a prendere forma.

Quel momento è  la partenza di un cantiere, l'inizio lavori appunto. 


La partenza di una nuova sfida, il momento in cui i tanti sforzi e idee iniziano a prendere forma e trasformarsi in realtà.





Proprio in questi giorni stanno iniziando alcuni cantieri e allora su le maniche e pronti per le nuove sfide.

venerdì 30 agosto 2013

TeleSpazio

TeleSpazio * 2005

Nel 2005 viene realizzato un esperimento di eco design casalingo mediante il recupero e riutilizzo di un vecchio televisore da destinare a contenitore libreria.

Un oggetto rotto ed inutilizzato che ha riacquistato una nuova vita ed una nuova funzione.


(cornuda.tv 2005)

Un oggetto libreria facile da posizionare e da riproporre in ogni ambiente, non a caso ha resistito già a tre traslochi ed a diverse riorganizzazioni degli spazi ed arredi interni.



(crocetta del montello.tv 2013)

lunedì 1 luglio 2013

Meeting Tecnico La Copertura, elemento fondamentale nelle costruzioni

Nel pomeriggio del 02 luglio 2013 partecipazione 
al meeting tecnico che si terrà a  Valdobbiadene TV dal titolo:

La Copertura, elemento fondamentale nelle costruzioni


PROGRAMMA SEMINARIO:
I principi per la realizzazione di una buona coibentazione termica su copertura (mediante freni vapore), i sistemi e le operazioni costituenti gli sforzi atti a ridurre il flusso termico di calore scambiato tra due ambienti a temperature differenti.

Aggiornamento sulla normativa Linee vita, sistemi anticaduta e dispositivi di ancoraggio per la sicurezza di tetti e coperture: progettazione ed installazione.

Relatori
Claudio Pichler
Sebastian Gallmetzer

convegno organizzato da Edildue srl con il patrocinio del Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Treviso

giovedì 30 maggio 2013

gentilezza urbana

Una città non cambia per il vezzo di un archistar che viene a fare un progetto particolarmente bello, ma con 
piccoli atti di gentilezza urbana
che partono dai singoli cittadini.


dal libro Stil Novo di Matteo Renzi

martedì 28 maggio 2013

Seminario tecnico Costruire in legno in centro città

Nel pomeriggio del 05 giugno 2013 partecipazione 
al seminario tecnico che si terrà a Treviso dal titolo:

Costruire con il legno in centro città

Programma

Introduzione
Rinnovamento del patrimonio edilizio in ambito urbano: casi studio di trasformazioni, riedificazioni e ampliamenti di edifici urbani con sistemi costruttivi in legno
Ferdinando Gottard direttore rivista legnoarchitettura | EdicomEdizioni

Soluzioni tecnologiche per le costruzioni in legno

Trasfomazione e riqualificazione di un edificio storico nel centro di Vicenza
Giovanni Traverso traverso-vighy architetti associati

Soluzioni tecnologiche per le costruzioni in legno. Biocase ed edifici con sistema costruttivo e telaio o monolitico in legno lamellare
Gianmaria Venturini Arcadia Biocase

Nuove tecnologie a secco per l’involucro ad alte prestazioni energetiche
Gianluca Rigamonti Knauf

Climatizzazione radiante inverno/estate per il benessere indoor
Daniele Agostinetto RDZ

convegno ideato e coordinato da EdicomEdizioni

venerdì 24 maggio 2013

[old] parole . note e appunti di un diario artistico

Di seguito vi lascio i pochi testi di un lontano esperimento (2005) di tenere un piccolo diario artistico poi abbandonato. 
Rileggendolo stasera però ho ritrovato alcune riflessioni interessanti.
gdl


Note e appunti in un diario artistico
viaggio alla ricerca delle risposte alla domanda - come fare per diventare finti artisti partendo da zero?

ISTRUZIONI PER L’USO
[+1]

prendere fiato
diventa necessario

ciò che trovate scritto qui dentro
Non È Niente
!

non è un racconto
non è un diario
non è un romanzo
non è un manuale

ogni pagina che segue racchiude 
frammenti e pezzi di vita
modi di vedere ed essere 
a volte insoliti a volti usuali
sperimentazioni esperimenti e prove
di colori parole materie
..

non aspettatevi niente
non pretendete niente
Nessuntempoenessunluogo
[+2]
[NOTE]

[+1] non sempre troverete un titolo per ciò che è scritto
[+2] troverete indicati i posti ed i momenti in cui ho scritto > non troverete mai indicata la provincia per lasciarvi la curiosità o la possibilità di cercare i luoghi indicati

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dramma della tela bianca
URL-aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhh
paura vergogna timidezza
ecco come tutto ebbe inizio

In calde e afose serate estive voli con la fantasia, sogni, ami .. e poi una voce amica spinge .. dentro e fuori e oltre .. e tu inizi, inizi i lavori, scavi nel passato, riemergono parole appuntate chissà dove, sulla carta, su un quaderno, nella testa, nel cuore e le ritiri fuori.
Vedi dei vecchi colori ad acquerello e rievocano un solo (oramai antico) acquerello, e ci provi .. ci vuoi provare .. per te e per nessun altro
prendi un foglio ma è bianco .. e il disegno chi l’ha rubato? .. dobbiamo metterne un altro pensi ad alta voce .. e dopo il primo imbarazzo un segno con la matita, poi un altro, poi provi con dell’acqua e del colore, poi ancora, cambi pennello, cambi colori, e tutti questi segni prendono forma, una forma che forse vuoi o forse no, ma non è importante. I segni ti suscitano emozioni, emergono i ricordi, dentro ai segni ci sei anche tu. Dopo un pochino finisci e lasci tutto lì .. il giorno dopo riguardi il foglio .. ma non era bianco?? E invece c’è un acquerello, è lo stesso che hai lasciato la sera prima sul tavolo, ma è anche diverso .. bah eppure suscita emozioni, riemergono ricordi, dentro ai segni ci sei anche tu .. e ricordi lo stare bene della sera prima, il divertimento, la tranquillità .. e pensi che dovresti rifarlo ancora, mille, mille volte.

E così raccogli carte, le provi, compri nuovi colori, nuovi oggetti, nuovi strumenti, e pur non sapendone nulla crei un modo tutto tuo di creare, diverso da quello di tutti gli altri, unico. E provi, sperimenti, provi colori, provi a stenderli, a caso, cercando di realizzare qualcosa che non viene come vorresti ma è bello uguale, arrivando a risultati inaspettati, attenzione non belli o brutti, ma inaspettati. E il tuo interesse non è se tutto questo piaccia o meno agli altri .. NO .. questo piace a te, ti rilassa, ti fa sognare, ti fa ricordare, ti emoziona, ti fa amare e piangere, odiare e ridere …

E poi concatenate le idee schizzano a destra e sinistra, non sanno dove sbattere, vorrebbero dire parole, cliccare su macchine fotografiche, scoprire materiali, chissà dove riescono ad arrivare le idee (??) …

E intanto provi anche li … scrivi qualcosa, cerchi una macchina fotografica, trovi strumenti, un pezzo di legno diventa importante, è il primo! Lo lavori, lo scavi, lo modifichi. Diventa un insieme di te e legno! Stranissima sensazione quella che provi, nessuno lo vede come lo vedi tu.

E continui a sperimentare …

Roma03gennaio2005

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Ne è passato di tempo ... e nonostante questo forse ancora qualcuno si potrebbe chiedere “che diavolo voleva dire nella pagina prima?” (?!) La riposta è davvero semplicissima: NIENTE!! Semplicemente ripassavo quello che mi era successo nei mesi tra il luglio del 2004 e il gennaio del 2005. Come dal niente mi sono avvicinato all’arte in molte sue forme. Attenzione a volte parlo o parlerò di arte senza nessuna cognizione di causa visto che i miei studi, la mia professione e i miei interessi, fino a questi ultimi mesi, mi avevano portato esattamente altrove. PERDONATEMI 
Ma di cose, in verità, ce ne sarebbero ancora tante da dire su questo periodo. Chissà magari piano piano salteranno fuori ..
Si trovano sempre nuovi argomenti, nuove cose da cui trarre ispirazione e da poter utilizzare per nuove sperimentazioni. Ma quel che più conta VIVI. Sono infatti le tue emozioni e i tuoi sentimenti che si trasmettono attraverso quello che cerchi di creare.

L’arte è tutto
L’arte è niente
Lo stesso VIVERE è un arte

Da profano permettetemi di gasarmi davanti a queste tre affermazioni.

La necessità di comunicare emozioni e sentimenti che provi sulla tua pelle si fa spazio nella tua mente, raccontare ciò che ti accade intorno diventa una necessità, ciò che vedi, respiri, tocchi non può avere solo questa o quella funzione. Un oggetto non risulta più solo funzionale e quotidiano ma acquisisce nuovi significati, diventa simbolo, esce dalla sua quotidianità. Capita allora di trovarsi davanti ad eventi o situazioni, tenere tra le mani degli oggetti, che ti gridano:

:: DECONTESTUALIZZARE :: DECONTESTUALIZZARE ::

Così facendo ti ritrovi a provare tecniche strane talvolta inventate da te, a manipolare colori, materiali, oggetti, parole anche mescolandoli tra di loro. Tutto questo ti apre la testa verso nuove modalità e forme di comunicare e di esprimere ciò che ti passa per la testa o per il cuore.
Mi ritrovo per la testa poche idee e confuse .. forse metterle insieme non porterebbe a niente! Buttarle giù in maniera disinvolta e disordinata risulterà (forse?) la soluzione migliore. 
Chissà di cosa stavo parlando?? Chissà se parlavo riferendomi a ciò che state leggendo o alle sperimentazioni che talvolta (forse anche ora) mi balenano per la testa??
Se mai vi capiterà (come è capitato e continua a capitare a me) di avere delle idee che ronzano fastidiosamente nel cervello cercando allo stesso tempo di trovare spazi e tempi a loro disposizione, beh .. fermatevi un attimo e staccatevi da tutto quello che fate solitamente, aprite la porta e invitatele ad accomodarsi .. farle entrare può davvero valerne la pena .. Incontrarle e conoscerle potrebbe cambiare il modo di vedere le cose ..

VittorioVeneto23marzo2005

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SPIONI

Ingannevoli visite turistico-social-culturali che portano a carpire, a rubare, a copiare, a dare nuovi stimoli e suggerimenti al cervello…

Sempre più spesso capita di ritrovarsi in librerie, negozi, mostre, negozietti a SPIARE!
E così ci si ritrova braccati, quasi beccati … a rubare … rubare idee … 
Non copiare ma rubare delle idee da rielaborare non da copiare, idee su cui pensarci su … idee che generano altre idee … idee o stimoli per la mente

Cornuda01giugno2005

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