lunedì 15 maggio 2017

Bologna Design Week 2017 - Atto III

Ancora non so se e quale ruolo avrò all'interno della terza edizione della Bologna Design Week, la manifestazione bolognese dedicata al design.


Le prime anticipazioni arrivano direttamente dall'ufficio stampa con tutte le indicazioni per non perdere gli aggiornamenti sull'evento che trasformerà ancora una volta il centro storico di Bologna in una festa del design e del bello.
Ecco a voi il comunicato stampa di lancio della terza edizione della Bologna Design Week.


Comunicato stampa

Bologna, 21 aprile 2017

Bologna Design Week e Cersaie rafforzano la collaborazione uniti in nome del design.

Partner della terza edizione di Bologna Design Week è Cersaie, Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, che quest’anno si presenta con due manifesti per sottolineare il ruolo centrale che ceramica e arredobagno hanno in ambito espositivo e convegnistico.
L’edizione 2017 di Bologna Design Week, in sinergia con l’idea che il design crea tendenze anticipando “usi e costumi” del futuro, vedrà così il delinearsi in città di percorsi tematici, tra culture del progetto, fashion e food.

Design e creatività, formazione e mondo produttivo rinnovano l’incontro a Bologna.
A seguito del successo delle prime due edizioni di Bologna Design Week, i curatori annunciano la terza del 2017, che si avvale di Cersaie in qualità di sponsor ufficiale, dopo la collaborazione negli scorsi anni, e presentano le prime novità del programma.
Da martedì 26 a sabato 30 settembre mostre, design exhibition, workshop, concorsi, eventi, visite guidate, design talks tematizzati su design cultures, fashion & design, design food, animeranno nelle ore serali il centro storico per cinque giornate dedicate alle culture del progetto e alle industrie culturali e creative.
Mercoledì 27 settembre la notte si accenderà con la “Design Night”, organizzata in collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna.

Al pari delle precedenti edizioni, si riconferma la volontà di riunire e valorizzare le eccellenze culturali, produttive, distributive e creative del territorio e non solo, coinvolgendo showroom, aziende, studi di architettura, gallerie d’arte, musei e università, in un sistema integrato di comunicazione che permetta l’attivazione di sinergie tra industria, cultura e creatività.
Una terza edizione che si preannuncia ricca di novità e spunti progettuali, a cominciare dal contest “Temporary Living Space” dedicato ad architetti e interior designer per l’allestimento temporaneo del Salone del Settecento di Palazzo Isolani, concepito per Molteni&C|Dada (per approfondimenti: bando scaricabile dal sito bolognadesignweek.com); per proseguire con la mostra “Scatto Libero. Dino Gavina dieci”, allestita a Palazzo Pepoli Campogrande; l’esposizione, a cura di Elena Brigi e Daniele Vincenzi e sostenuta dal Gruppo HERA, intende rendere omaggio, a dieci anni dalla sua scomparsa, alla figura di Dino Gavina (1922-2007), inventoreanticipatore-innovatore, “tra i più significativi imprenditori italiani del design del Novecento, nel campo dell’arredamento, dell’illuminazione, dell’arredo urbano, che, con le sue attività, ha esplorato senza sosta la modernità, tracciando percorsi innovativi sostenuti dal rapporto con le arti visive, la poesia, il libero pensiero”.
In occasione di BDW 2017, il pubblico riscoprirà le radici di Bologna quale “città dell'acqua e della seta”, esplorando vie d'acqua, sotterranei, palazzi storici e siti solitamente non accessibili, grazie alle visite guidate e agli eventi organizzati in collaborazione con l’Associazione Vitruvio.
Inoltre un ampio programma di appuntamenti valorizzerà le eccellenze del territorio in cui la cultura del cibo e la cultura della moda si confermano nell’attualità con progetti di respiro internazionale.
Main location, info e press point anche per questo anno sarà Palazzo Isolani, che ospiterà all’interno delle sale settecentesche una selezione di storiche aziende di design con inediti allestimenti, mentre nel cortile esterno la progettazione sarà a cura dell’azienda Corradi outdoor living space.
Altri punti di riferimento dei percorsi saranno gli spazi di Galleria Cavour, storico punto d’incontro tra moda, arte e design e gli interni anni Cinquanta dell’ex Atelier di sartoria Corradi, oggi Cavallo Spose, progettati dall’architetto Enrico De Angeli, che accoglieranno un allestimento curato dall’architetto Lorena Zùñiga Aguilera.

CHE COS’È BDW
Bologna Design Week è una manifestazione internazionale dedicata alla promozione della cultura del design in Emilia-Romagna. Organizzata nel centro storico della città di Bologna, BDW è un evento che mappa e riunisce in un progetto integrato di comunicazione le eccellenze culturali, formative, creative, produttive e distributive del territorio. Il processo di mapping avviene attraverso principi di co-design, di progettazione partecipata.
Tutti i dati raccolti sono open-source, pubblicati sul sito bolognadesignweek.com.

INFORMAZIONI UTILI:
// DATE: dal 26 al 30 settembre 2017, in sponsorship con Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica
per l’Architettura e dell’Arredobagno (www.cersaie.it) che si terrà presso il Quartiere Fieristico di Bologna
dal 25 al 29 settembre 2017.

// ADESIONI: il termine ultimo per la presentazione dei progetti è il 30 giugno 2017.
Per informazioni e invio progetti: www.bolognadesignweek.com

Contatti:
#BolognaDesignWeek
Twitter: @BolognaDesign
Facebook: bologna.design.week
Instagram: bolognadesignweek

Un evento: YOUTOOL//design out of the box.

Main sponsor: Gruppo HERA, Corradi, Molteni&C | Dada, Vitra.

In collaborazione con: IncrediBOL!, Fondazione Golinelli, Confcommercio Ascom Bologna, Galleria Cavour, Laboratorio delle Idee, Palazzo Isolani, Associazione Vitruvio, Badeggs, Ordine degli Architetti di Bologna.

Con il patrocinio di: Comune di Bologna, Bologna Welcome, Urban Center Bologna, Corso in Design del prodotto industriale - Dipartimento di Architettura - Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Accademia di Belle Arti di Bologna, ADI - Associazione per il Disegno Industriale - Delegazione Emilia-Romagna.

Media partner: INTERNI, Archiproducts, Archiportale, QN - Il Resto del Carlino, TRC.
Social Media partner: Alessio Conti - Social Media & Communication Design.

Graphic design: òè studio

Ufficio stampa: Emanuela Agnoli
cell. + 39 347 1120782
e-mail: emanuela.agnoli@gmail.com

martedì 4 aprile 2017

L’ARCHITETTURA SECONDO ME di Franz Falanga

Con piacere ospito ancora una volta l'amico e architetto Franz Falanga con una nuova riflessione sulla progettazione e sull'architettura.


L’ARCHITETTURA SECONDO ME
Chi per mestiere costruisce involucri e oggetti per l’uomo ha il dovere di conoscere che tipi di persone andranno a vivere (non ho detto abitare) negli involucri medesimi. Basterebbe, agli inizi degli studi, insistere sul concetto che gli studenti architetti devono assolutamente rendersi conto che le loro future modificazioni formali del territorio dovranno servire a farvi vivere le persone, e non a farle colà abitare. 
Conoscere le persone e i loro meccanismi dello stare insieme per permettere loro di vivere degnamente nell’architettura pensata e costruita, l’analizzare i loro modi di comportarsi, le loro maniere di rapportarsi alla cronaca e alla storia è operazione fondamentale per il progettista. Lo sciocco e aristocratico rifiuto della conoscenza diretta della realtà quotidiana e delle mutazioni che l’hanno modificata dalle fondamenta ha sempre generato e continuerà a generare mostri nel campo dell’architettura e quindi della società che ne usufruisce. 
Parlo delle mutazioni che, dall’immediato secondo dopoguerra, hanno caratterizzato la vita italiana, mutazioni che hanno ovviamente contribuito a modificare la storia solidificata delle città, che non è altro che l’urbatettura e il design, a sua volta a scala più piccola. 

franz falanga


mercoledì 29 marzo 2017

Manca poco all'apertura della Decima Edizione del Triennale Design Museum!

TDM10 (Triennale Design Museum 10) è la decima mostra che il Triennale Design Museum realizza. Si tratta del primo museo del design italiano, che ha alle sue spalle come istituzione Triennale con una lunga storia fin dal 1933. (www.triennale.org)

Lavori in corso a Milano in vista dell'imminente alla riapertura del Triennale Design Museum per la sua Decima Edizione dedicata al design per l'infanzia.



Dopo l'inaugurazione del 31 marzo, dal 1 Aprile sarà possibile visitare "Giro Giro Tondo. Design for Children": una nuova storia del design italiano dedicata al mondo dell’infanzia e ai bambini, al design e all'architettura che hanno lavorato per loro, ai giochi e alle immagini che li hanno divertiti e raccontati, agli spazi in cui si sono mossi, agli oggetti che hanno manipolato.





Saranno presenti nell'esposizione dei focus dedicati a figure di spicco e di rilievo nella storia del design in relazione all’education, come Bruno Munari e Riccardo Dalisi, o alla storia della pedagogia.

All'interno dell'esposizione troverà posto anche qualcosa proveniente da Barbiana, la piccola località dell'appennino toscano, famosa per aver ospitato l'opera e la scuola di Don Lorenzo Milani, e a cui sono legato da amicizie ed affetti, oltre che da interessi e passioni che si intrecciano tra loro: storia, cultura, arte, scuola, designarchitettura. (Fondazione Don Lorenzo Milani www.donlorenzomilani.it)
L'amico Agostino Burberi, uno dei primi studenti di Don Lorenzo Milani a Barbiana, sarà presente all'inagurazione della Triennale Design Museum.


Gli oggetti provenienti dalla scuola di Barbiana saranno esposti in una sezione della mostra dove saranno visibili esempi di spazi e strumenti didattici di maestri passati alla storia, tra cui Don Lorenzo Milani.

Non vi stupisca questo collegamento tra un sacerdote, la scuola e l'arte. Don Lorenzo Milani crebbe in una colta famiglia borghese e dopo gli studi classici si dedicò alla pittura iscrivendosi dopo qualche mese di studio privato all’Accademia di Brera (vedi Don Lorenzo Milani e la pittura - link) e successivamente nella suo opera pastorale dedicò grande spazio alla scuola e all'istruzione mettendo all'apice della sua esperienza la scuola di Barbiana.
E' comprensibile come la sua ricerca per il "bello" sia stata tramandata anche ai suoi allievi e a quanto essi hanno realizzato nella loro scuola. E questa è una nuova occasione per scoprire la bellezza e l'unicità di questa proposta educativa...

mercoledì 22 marzo 2017

Luce, Energia, Design: la mia definizione di LED.

La luce valorizza i luoghi e la loro identità, rendendoli più piacevoli e fruibili. 
Il moderno sistema di illuminazione a LED (Light Emitting Diode), grazie a una miglior qualità della luce e a un’ottima resa cromatica, favorisce un’illuminazione di alta qualità e mette meglio in risalto le peculiarità degli spazi e dell’arredo. E' questa una tecnologia in continua evoluzione, che consuma poco, ha costi di manutenzione pressoché nulli, riduce l’inquinamento luminoso e dura a lungo.


La tecnologia a LED garantisce infatti un risparmio energetico che si avvicina al 50 per cento. E inoltre è più efficace in termini di lumen, con un effetto quasi doppio rispetto all'illuminazione tradizionale.
Proprio per queste caratteristiche gli impianti studiati e basati sulla tecnologia al LED sono la soluzione ideale per illuminare e decorare ambienti domestici, commerciali e industriali. 

La tecnologia LED, protagonista all'EXPO 2015 di Milano al Padiglione Zero

La tecnologia a LED, grazie alla sua flessibilità, sta trovando ampio utilizzo anche nella sperimentazione di architetti e designer per la ideazione e realizzazione di progetti di architettura e prodotti di design quali lampade, oggetti e complementi d'arredo luminosi, spazi privati, espositivi o pubblici.

Faz piantana con luce a LED - Studio Vondom


La progettazione dell’illuminazione in ogni sua forma, dovrebbe prestare cura e attenzione all'efficienza e all'estetica, per offrire soluzioni ricercate, uniche e funzionali, anche attraverso la scelta di prodotti realizzati con materiali di qualità, accuratamente trattati, per offrire sistemi di illuminazione tecnologicamente innovativi, efficienti, affidabili, dalle linee moderne e caratterizzati da piccoli dettagli di stile che li rendono inconfondibili.

Installazione con tecnologia a LED lungo una passerella
sul fiume Des Moines in Iowa (USA)

mercoledì 8 marzo 2017

Il ferro, dalle origini ai nostri giorni.

Per parlare della lavorazione del ferro e delle lavorazioni di carpenteria metallica in genere dobbiamo iniziare a trattare del suo elemento principale, il ferro stesso.
E’ il ferro infatti che ci consente di progettare, inventare, forgiare e realizzare una serie infinita di strutture metalliche che sono indispensabili e imprescindibili per la creazione di elementi, strutturali e non.

Foto di Paolo Mezzadri . Metallifilati

Questo materiale, estremamente importante nella moderna tecnologia per le sue caratteristiche meccaniche, la sua lavorabilità e, in tempi recenti, per le leghe che ne derivano, in passato fu tanto importante da imporre il nome ad un intero periodo storico: l’età del ferro. Le prime tracce dell’utilizzo del ferro risalgono all'epoca dei Sumeri e degli Egiziani, che già 4000 anni prima di Cristo lo usavano per fabbricare piccoli oggetti, come punte di lancia e gioielli, che venivano ricavati dal ferro recuperato da meteoriti.
Vista la provenienza dei meteoriti dal cielo, alcuni linguisti hanno ipotizzato che la parola inglese iron (ferro), ripresa in molte altre lingue dell’Europa nord occidentale, derivi dall'etrusco aisar, che significa “gli dei”. Tutta la storia dell’umanità è strettamente legata al ferro: è il metallo più abbondante sulla terra, costituisce il 34.6% della massa del nostro pianeta e le sue caratteristiche di solidità, la possibilità di graduarne la sezione di resistenza agli sforzi, l’indistruttibilità e il recupero praticamente totale del materiale, ha fatto si che il ferro diventasse uno dei principali elementi strutturali utilizzati nelle opere edili da solo o unitamente al cemento armato.


Oggi il ferro è in assoluto il metallo più utilizzato dall'umanità, rappresenta da solo il 95% della produzione di metalli nel mondo.
La sua resistenza ne fa infatti un materiale da costruzione indispensabile per la carpenteria metallica pesante e media, per la produzione di tutti quei prodotti strutturali di grande e piccole dimensioni ed importanza. Dobbiamo poi ricordare tutti quei prodotti che sono complementari all'edilizia quali recinzioni, cancelli, parapetti, prodotti spesso di particolare pregio, dal ferro battuto a linee più essenziali e moderne. Prodotti, oggetti e complementi che non tralasciano l’aspetto artistico ed estetico che molte volte sono vere e proprie opere di design e d’arte.

Foto di Paolo Mezzadri
Spazio Officinando . Anna Sarcinelli



domenica 19 febbraio 2017

gdl + Paolo Mezzadri + Metallifilati - un incontro tra ferro, ruggine, graffi e parole.

Un nuovo incontro, 
umano, 
intimo, 
viscerale,
con Paolo Mezzadri - Metallifilati 
artista e designer del ferro.

Riassunto minimo di parole e sguardi 
al futuro professionale in compagnia.







Qui potete trovare una conversazione con Paolo
datata giugno 2016 . link

martedì 7 febbraio 2017

IL MESTIERE DELL’ARCHITETTO secondo l'architetto Franz Falanga

Ancora una volta ho il piacere di ospitare nel blog l'amico e architetto Franz Falanga, già professore presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia e Bari. L'occasione è una sua riflessione interessante quanto irriverente attorno al tema dell'architettura, o meglio dell'architetto.



IL MESTIERE DELL’ARCHITETTO

Per prima cosa, “mestiere” nobile parola è. Oggi vorrei raccontarvi le caratteristiche che, secondo me, dovrebbe avere un architetto. E’ lapalissiano che, se dovesse averle tutte, non necessariamente sarebbe un buon architetto, nel migliore dei casi sarebbe un discreto mestierante.

La prima regola è: “leggere, leggere, leggere, leggere, leggere, leggere, leggere” non importa che cosa, qualunque argomento va bene. 

La seconda regola è: “conoscere il meglio possibile la vita e le abitudini e quant’altro degli esseri viventi (fra i quali ci sono anche gli esseri umani) che dovranno vivere nei contenitori progettati dall’architetto”. Quando parlo di contenitori parlo di appartamenti, di case, di palazzi, di  città.

La terza regola è: “il nemico mortale di ogni architetto è la presunzione, sia la sua che quella degli altri”.
La quarta regola è: ”avere spiccatissimo il senso della storia e combattere alla morte quelle persone che tentano, quasi sempre con successo, di “cancellare” il senso della storia dalle altrui coscienze, e, ahinoi, ce ne sono moltissime e generalmente ci riescono”.

La quinta regola è: “osservare con estrema attenzione le “mutazioni” che gli architetti, lei o lui, noteranno nel corso della propria esistenza e cercare di capire se queste mutazioni sono verso l’alto o verso il basso, va da sé che bisognerà sforzarsi di ben capire perchè sia nata la mutazione medesima”.
La sesta regola è: “avere sempre degli ottimi rapporti con i muratori, con gli ebanisti, con i fabbri, con i tecnici idraulici e con i tecnici elettrici e quant’altri, che, nel loro campo, certamente ne sanno molto ma molto più dell’architetto stesso.         

La settima regola è: “avere il senso delle cose”.

L’ottava regola è: “se vi dovesse capitare la progettazione di qualche oggetto che non avete mai incontrato nel corso del vostro lavoro quotidiano, prima di rifiutarlo o di accettarlo, chiedete informazioni sull’argomento, senza avere nessuna remora, rivolgendovi a colleghi di grande competenza e di grande bravura. Ricordati sempre di farsela con quelli migliori di te e di offrirgli da bere”.

La nona regola è: “riuscire a comprendere il momento quando un qualsivoglia progetto, è terminato ed è quindi giunta l’ora di metterlo in atto”.

La decima regola è: “non abbiate timore di dire NO a qualche cliente. Ricordarsi sempre quello che il grande architetto Sullivan disse ad un suo cliente “signore, lei avrà quello che NOI (dello studio) le daremo”.    
Ed infine l’ultima regola, ma non per questo meno importante delle altre: “ anche a costo di morire di fame, mai accettare o dare  mazzette”.

Ce ne sono ancora centinaia di altre regole, ma più o meno, queste sono quelle fondamentali. Se si osserveranno questi principi, si potrebbero evitare errori di grammatica, non garantisco che si possano evitare errori di sintassi, e vi garantisco una vita di stenti. Ricordatevi che gli architetti mediocri, ignoranti, corrotti e corruttori, quelli sì che diventano ricchissimi. Così come vi  consiglio di stare molto attenti a quei vostri colleghi che vi dovessero dire: “non ho più il tempo di leggermi un buon libro. Così, en passant, sporcarsi le mani con la politica, partecipare,  partecipare, partecipare. 

E adesso auguri! Sono cazzi vostri! 
franz falanga

sabato 28 gennaio 2017

Piccole icone (pop) dell'inaugurazione di Andy Warhol 30 years later ad Asolo.

Ieri sera ad Asolo si è tenuta l'inaugurazione dell'esposizione Andy Warhol: 30 years later, esposizione fortemente voluta per omaggiare il grande artista e protagonista della pop art, a distanza di 30 anni dalla sua morte.

Un'inaugurazione molto attesa, ambita e partecipata, resa unica dalla presentazione dei due curatori Enrica Feltracco Matteo Vanzan, che hanno saputo regalare una lettura ed un approfondimento sulla mostra e su Andy Warhol assolutamente interessanti e sentiti.
A loro, a Cristina Mondin direttrice del Museo Civico di Asolo, al resto della staff e a tutti i coprotagonisti di questa meravigliosa iniziativa va il mio personale ringraziamento, anche per avermi dato la possibilità di essere partecipe di un così importante momento artistico e culturale per il territorio asolano.

Vi lascio al racconto della serata in piccole icone (pop) dell'inaugurazione, certo che tornerò a visitare Warhol ad Asolo in questa imperdibile esposizione...



Andrei all'inaugurazione di qualsiasi cosa, 
anche di una toilette.
Andy Warhol
























fotografie di giorgio de luca



martedì 17 gennaio 2017

Andy Warhol: 30 years later. Il re della pop art ad Asolo.

Andy Warhol protagonista e indiscusso re della Pop Art non smette mai di stupirci. La sua arte maschera dietro una apparente superficialità, un'attenta lettura della società in cui viveva. Una società assatanata e cannibale basata sulla comunicazione e sul consumismo, elementi ben presenti ancora oggi. 
«Non ti preoccupare, non c'è niente che riguarda l'arte che uno non possa capire». Sono queste parole a guidarci nel suo pensiero di voler raggiungere le masse, parlando alle persone di temi importanti ma in maniera semplice e diretta.
Era lo stesso Andy Warhol a non fermarsi troppo su tecnicismi artistici e ad incentivare la produzione artistica ad ogni livello «Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte».
Sono forse anche questi elementi, il segreto della grande attualità di Andy Warhol e delle sue opere, nonostante siano passati trentanni dalla sua morte.




Proprio in occasione di questo anniversario, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Asolo in collaborazione con il Museo Civico, Lapis e MV Eventi di Vicenza, grazie al prezioso contributo della Cassa di Risparmio del Veneto e al supporto di Scarpa, Settentrionale Trasporti e Mario Lorenzin laboratorio avere la barba, vogliono omaggiare Andy Warhol il grande artista della Pop Art, presentando la mostra Andy Warhol: 30 years later presso il Museo Civico di Asolo, dal 28 gennaio al 17 aprile 2017.


Il comunicato stampa di presentazione della mostra ci racconta il percorso espositivo e la volontà di raccontare questo spaccato di contemporaneità nella splendida cittadina di Asolo.

La mostra, curata da Matteo Vanzan e da Enrica Feltracco, racconta la rivoluzione del Maestro di Pittsburgh che cambiò il concetto stesso di arte, sovvertendo l’estetica di un’intera generazione.
“È riduttivo definire Andy Warhol come un semplice pittore – spiega Matteo Vanzan – la scoperta della tecnica della blotted line, ossia la linea a macchie d’inchiostro su carta assorbente, fu la rivelazione che cambiò per sempre il concetto di opera originale e di copia. La sua intenzione era infatti quella di essere lui stesso a stampare/serigrafare manualmente tutti i soggetti; le piccole imperfezioni causate da una maggiore o minore pressione della mano e del filtro serigrafico donavano ad ogni soggetto una sua individuale personalità”.

L'esposizione presenta, tra le altre, le celebri opere dedicate a Marilyn Monroe, Mao Zedong, Flowers, Dollari, Interviews e una selezione di libri raramente esposti in passato e realizzati nel 1967. Essa racconta la storia intensa di un mondo fatto di comunicazione e genialità, business e consumismo e celebra il ruolo fondamentale di una Factory divenuta punto catalizzatore dell'establishment artistico americano, dove Warhol non rappresenta solamente la Superstar del mondo dell’arte e del mercato che tutti conosciamo, ma soprattutto un Warhol/Uomo dal volto sensibile e timido, trasformatosi in uno sperimentatore dalle esplosive capacità comunicative.

Marilyn Monroe . Andy Warhol

L’Assessore alla Cultura Gerardo Pesetto spiega che “Il Museo Civico di Asolo raccoglie le testimonianze della storia del piccolo e antico borgo fin dalle sue origini preistoriche. In questa prospettiva si pone la volontà che l'Amministrazione Comunale e il Museo Civico di Asolo hanno di ospitare mostre di artisti contemporanei, pensando quindi all'Arte come un grande libro dove si possono leggere i sentimenti profondi degli uomini del passato e del presente e, attraverso l'arte contemporanea, spesso espressione profetica, intravedere anche il futuro. Proprio nella Sala della Ragione che fa parte del Museo, verrà allestita la mostra dedicata ad Andy Warhol, nel trentesimo anniversario della scomparsa del poliedrico artista statunitense: il Museo quindi come luogo di memoria del passato e di proiezione verso il futuro”.
“L’omaggio dedicato ad Andy Warhol, in concomitanza con l’anniversario dalla scomparsa – continua Cristina Mondin, Direttrice del Museo Civico – assume una doppia valenza: da un lato impreziosisce la collezione permanente che rimane comunque fruibile; dall’altro permette ai visitatori di apprezzare un artista che ha innovato il concetto di arte e ha fatto della sperimentazione tra discipline diverse la sua principale caratteristica”.

Flowers . Andy Warhol

Nato il 6 Agosto 1928 a Pittsburgh da immigrati cecoslovacchi e morto il 22 febbraio 1987 a New York, Andy Warhol ha fatto della provocazione e dell’ironia il suo modus operandi, creando una vera e propria filosofia, fatta di aforismi e cortometraggi, “pronta all’uso”. Una genialità costruita attorno al concetto di un Artista trasformato in una macchina di riproduzione seriale, costantemente affascinato dalla ripetizione ossessiva di un’azione, apparentemente fine a se stessa. L’artista Popular lavora con film, fotografie, serigrafie, grafiche, fumetti, non si sporca più le mani alla maniera di Pollock con barattoli di colore e sgocciolamenti: anzi il tocco dell’artista è minimo, assente in molti casi, in quanto gli intenti sono essenzialmente iconici.
Le icone pop-ular trattate non appartengono unicamente alla sfera materiale della collettività, ma anche alle idee, all’immaginario collettivo e allo stereotipo: il fumetto, il dollaro, i personaggi pubblici, le opere famose e inflazionate della storia dell’arte, tutto passa attraverso il filtro warholiano che rivisita mondo e storia in chiave diversa, conferendo all’immagine una magia unica.
“Icone riconosciute e riconoscibili – continua Enrica Feltracco – che, sottratte al loro abituale contesto, producono un effetto straniante grazie al quale acquistano nuova vita e dignità estetica, creando una cornice artistica in grado di caricarle di valori prima assenti. In questo modo il concetto di unicità dell’opera d’arte vacilla, mentre in costante ascesa è l’importanza della fase creativa”. 

La mostra Andy Warhol: 30 years later, sarà inaugurata il prossimo 27 gennaio 2017 alle ore 20.30 nella splendida cornice della Sala consiliare di Asolo.

Arrivederci ad Asolo...



La pop art è un modo di amare le cose. Andy Warhol




Informazioni e prenotazioni sull'esposizione Andy Warhol: 30 years later
Museo Civico – via Regina Cornaro 74, Asolo (Tv) - info@museodiasolo.it
Inaugurazione: 27 gennaio 2017 alle ore 20.30 presso la Sala consiliare di Asolo
Orari di apertura: dal 28 gennaio al 17 aprile 2017 - giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00
Biglietto d'ingresso: 8 Euro

venerdì 13 gennaio 2017

Tributo al Caccia - Luigi Caccia Dominioni e Bologna

In occasione di ART CITY - Artefiera 2017 si propone un tributo alla figura di Luigi Caccia Dominioni, architetto e designer.




La mostra Tributo al Caccia - Luigi Caccia Dominioni e Bologna offre una panoramica sul legame che l’architetto ha avuto con la città, raccontato anche attraverso il lungo rapporto di amicizia e di lavoro con Dino Gavina. Nell’arco di quasi trent’anni Gavina coinvolge “il Caccia” non solo in progetti di design per le sue società, ma favorisce le condizioni affinché l’architetto milanese venga incaricato per la riqualificazione di importanti ambiti urbani di Bologna.
Tra questi l’unico realizzato e certamente il più rilevante è la sistemazione di Piazza Santo Stefano, inaugurata nel 1991. Un progetto che Caccia Dominioni regala alla città, e che viene realizzato dagli uffici comunali, seppure con alcune significative modifiche.
Gli interventi progettati per la sistemazione della Piazza della Vita, per il comparto storico della facoltà di Agraria, per il sagrato della chiesa di Alvar Aalto a Riola di Vergato, seppure sviluppati fino a significativi livelli di dettaglio, non hanno invece avuto un seguito.
L’esposizione vuole ricordare la figura di Caccia Dominioni, scomparso nello scorso novembre, ricostruendo le vicende di questi progetti urbani, attraverso documenti ed immagini d’epoca, affiancandoli ad alcuni oggetti di design da lui concepiti e ad una sequenza sonora dedicata.



cura e allestimento > Elena Brigi, Daniele Vincenzi / B&V
ambientazione sonora > Maurizio Carli Moretti / Camere Sonore
grafica >Toni Giunta / Pablo Comunicazione
una proposta di > Giorgio Mingardi e Marco Mango / experienceIN.it
www.gavina-flashesofdesign.com
www. experienceIN.it
www.cameresonore.net


Corte Isolani 2 b/c/d
accessi da via Santo Stefano 18 o da Strada Maggiore 19, Bologna

inaugurazione
sabato 14 gennai o ore 18:00

ORARI MOSTRA
martedì > venerd ì 16.00 - 20.00
sabato e domenica 11.00 - 20.00
Art City White Night
sabato 28 gennai o 11.00 - 24.00